██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Euripide
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
(greco antico)
«Μνῆμα μὲν Ἑλλὰς ἅπασ᾿ Εὐριπίδου· ὀστέα δ᾿ ἴσχει
γῆ Μακεδών· ᾗ γὰρ δέξατο τέρμα βίου.
Πατρὶς δ' Ἑλλάδος Ἑλλάς, Ἀθῆναι· πλεῖστα δε Μούσαις
τέρψας, ἐκ πολλῶν καὶ τὸν ἔπαινον ἔχει.»
(italiano)
«L'Ellade tutta è tomba di Euripide; ma conserva le ossa
la terra macedone, dov'egli raggiunse il termine della vita:
sua patria è l'Ellade dell'Ellade, Atene. Per aver dilettato
molto con la sua poesia, da molti riceve lode.»
(Antologia Palatina, 7, 45cite-ref-1[1])
Euripide (in greco antico Εὐριπίδης?, Euripídēs, in latino Euripĭdēs; pronuncia: [eu̯.riː.ˈpi.dɛːs]; Salamina, 480 a.C. circa – Pella, 406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.
Contents
• Tragedie
• Ino
• Poliido
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
Nacque a mweaSalamina intorno al mweq480 a.C.: secondo la tradizione, infatti, si fa risalire il suo giorno di nascita al giorno della mwegfamosa battaglia di Salamina per creare una linea di continuità tra i tre maggiori tragediografi greci (mwewEschilo fu combattente a Salamina, mentre mwfaSofocle diresse il mwfqpeana per la vittoria conseguita in tale circostanza).
Nacque da una famiglia ateniese rifugiata sull'isola per sfuggire ai mwfwPersiani e il suo nome verrebbe dall'mwgaEuripe, il canale dove si svolse la battaglia. mwgqAristofane, comunque, suggerisce a più riprese nelle sue commedie la bassa estrazione sociale del poeta, confermata da mwggTeofrasto: tuttavia, la sua cultura dimostra una educazione raffinata, acquisita dallo studio presso sofisti come mwgwProtagora, che non sarebbe stata possibile senza una condizione sociale agiata, come dimostrato anche dal fatto che avrebbe messo insieme una ricca biblioteca, una delle prime di cui si faccia menzione. Contemporaneo di mwhaSocrate, ne divenne amicocite-ref-2[2].
Euripide si propose pubblicamente come tragediografo a partire dal mwig455 a.C.: la sua prima opera, mwiwLe Peliadi, ottenne il terzo premio. Divenne presto popolare, pur avendo ottenuto solo cinque vittorie, di cui una postuma: infatti mwjaPlutarco racconta, nella mwjqVita di Nicia, come nel mwjg413 a.C., dopo il mwjwdisastro navale di Siracusa, i prigionieri ateniesi in grado di recitare una tirata di Euripide venissero rilasciaticite-ref-3[3].
Verso il mwlq408 a.C., sfiduciato per alcuni insuccessi, Euripide si ritirava a Magnesia, poi in Macedonia, alla corte di mwlgArchelao, dove sarebbe morto, si dice, sbranato dai cani (ma la notizia è quantomeno dubbia) o ucciso da alcune donne mentre, di notte, si stava recando dall'amante di Archelao, mwlwCratero.cite-ref-4[4] Solo dopo la sua morte gli ateniesi gli dedicarono nel mwna330 a.C. una statua di bronzo nel mwnqteatro di Dionisocite-ref-5[5].
Tragedie
Delle 92 opere attribuite nell'antichità ad Euripidecite-ref-russo167-6-0[6], ce ne sono giunte integre solo diciannove:
| Opera | Data di rappresent. | Posizione in gara | Genere |
|---|---|---|---|
| Alcesti | 438 a.C. | 2° posto | tragedia |
| Medea | 431 a.C. | 3° posto | tragedia |
| Gli Eraclidi | 430 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Ippolito | 428 a.C. | 1° posto | tragedia |
| Andromaca | 425 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Ecuba | 424 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Le Supplici | 423 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Elettra | 420 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Eracle | 416 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Le Troiane | 415 a.C. | 2° posto | tragedia |
| Ifigenia in Tauride | 414 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Ione | 413 a.C. circa | sconosciuto | tragedia |
| Elena | 412 a.C. | sconosciuto | tragedia |
| Le Fenicie | 410 a.C. circa | 2° posto | tragedia |
| Oreste | 408 a.C. | sconosciuto | tragedia |
| Ifigenia in Aulide | 405 a.C. | 1° posto | tragedia |
| Le Baccanti | 405 a.C. | 1° posto | tragedia |
| Reso | ? (forse non originale [ 7 ] ) | sconosciuto | tragedia |
| Ciclope | ? (forse 427 a.C.) | sconosciuto | dramma satiresco |
Euripide mise in scena le sue tragedie nella seconda metà del quinto secolo: la prima da noi conosciuta, appartenente a una fase già matura della sua produzione, è lmw4q'mw4gAlcesti del 438; l'ultima mw4wLe Baccanti, messe in scena postume nel 405 o 403 a.C.cite-ref-8[8] Agli inizi del IV secolo a.C. dunque erano conservate in Atene tutte le opere del poeta di Salamina (come attestato dalla mw6amw6qSuda e dal mw6gBios kai genos premesso ad alcuni manoscritti): novantadue tragedie facenti parte di ventitré tetralogie. L'oratore ateniese mw6wLicurgo impose, alla fine del IV secolo a.C., che le compagnie teatrali si attenessero ai testi ufficiali: ciò conferma l'esistenza di veri e propri archivi dei testi scenici.cite-ref-9[9]
Un secolo e mezzo più tardi sopravvivevano settantacinque tragedie, compresi otto drammi satireschi, e altre tre tragedie sicuramente spurie (mw8qTenne, mw8gRadamanto, mw8wPiritoo)cite-ref-russo167-6-1[6]: è sulla base di questo materiale che i filologi alessandrini (nello specifico mw-aAristofane di Bisanzio) alla metà del III secolo approntarono le proprie edizioni critiche, dotate di suddivisione colometrica, commenti (generalmente in volume separato) e mw-qhypotheseis (mw-gargumenta), cioè brevi premesse con il nome della tragedia e dell'autore, l'anno – se conosciuto – di messa in scena, il risultato dell'agone e il nome delle altre tragedie della serie. Aristofane di Bisanzio, nellmw-w'mw-aipotesi della mw-qMedea, ammette che il dramma satiresco della tetralogia corrispondente non si è conservato. Probabilmente è in questa fase che le tetralogie vengono spezzate in favore di edizioni in ordine alfabetico (di cui il manoscritto Laurenziano di mw-gDemetrio Triclinio sarebbe, in definitiva, l'ultimo erede).
Durante l'età imperiale si procede a una riorganizzazione del materiale ereditato dall'ellenismo, riducendo gli imponenti commenti a scoli o note a margine (quelli della mwaqaMedea sono attribuiti a Didimo, di età augusta, e a Dionigi, posteriore a Didimo ma non facilmente identificabile), o, eventualmente, a glosse interlineari. Ancora nel 1160 mwaqeGiovanni Tzetzes dichiarava di aver letto cinquantaquattro tragedie di Euripide. Poi la mwaqiIV Crociata e la presa di Costantinopoli determinarono l'incendio e il saccheggio della città, permettendo la sopravvivenza di una minima parte della tradizione classica ivi conservata.
La tradizione manoscritta euripidea, all'epoca della caduta di Bisanzio (1453), si divide in due rami: da un lato i codici di uso “scolastico” (corredati di scolî), suddivisi in gruppi di quattro o tre tragedie (mwaqqAndromaca, mwaquAlcesti, mwaqyIppolito e mwaqcMedea oppure mwaqgEcuba, mwaqkOreste e mwaqoFenicie, ed eventualmente mwaqsBaccanti, mwaqwTroiane e mwaq0Reso); dall'altro altre nove tragedie, con iniziale appartenente al gruppo E H I K (i cosiddetti "drammi alfabetici"), individuabili sul manoscritto Laurenziano L 32, composto entro il 1320 dal dotto bizantino mwaq4Demetrio Triclinio e solitamente noto agli studiosi con la sigla mwaq8L.cite-ref-10[10] Questo manoscritto comprende anche tutte le altre tragedie del canone scolastico (con l'eccezione delle mwarqmwaruTroiane). Da questa copia di lavoro sarebbe stato tratto un volume più prezioso, il Vaticano Palatino greco 287 (mwaryP) (ma sui rapporti tra mwarcL e mwargP il dibattito è ancora aperto).cite-ref-11[11]
Comunque, a parte le 19 tragedie giunteci, abbiamo frammenti consistenti, tra citazioni e mwar4papiri, di:
• Le Peliadi (455 a.C.);
• Alcmeone a Psofide (438 a.C., rappresentato con l'Alcesti);
• Le cretesi (438 a.C., rappresentato con l'Alcesti);
• I cretesi (435 a.C. circa);
• Filottete (431 a.C., rappresentato con Medea);
• Ditti (431 a.C., rappresentato con Medea);
• I mietitori (431 a.C., rappresentanto con Medea);
• Stenebea (prima del 429 a.C.);
• Bellerofonte (prima del 429 a.C.);
• Cresfonte (425 a.C. circa);
• Eretteo (422 a.C.);
• Fetonte (420 a.C. circa);
• Melanippe sapiente (420 a.C. circa);
• Alessandro (415 a.C., rappresentato con le Troiane);
• Sisifo (415 a.C, rappresentato con le Troiane);
• Andromeda (circa 412 a.C.);
• Archelao (410 a.C. circa);
• Ipsipile (circa 410 a.C.);
• Alcmeone a Corinto (405 a.C. circa, rappresentato insieme a Ifigenia in Aulide e Le Baccanti).
A queste si aggiungono ulteriori frammenti di opere perdute e incerte, di cui è difficile anche la datazione:
• Alcmene
• Alope, o Cercione
• Antigone
• Auge
• Autolico
• Busiride
• Cadmo
• Crisippo
• Danae
• Edipo
• Egeo
• Eneo
• Enomao
• Eolo
• Epeo
• Euristeo
• Frisso
• Gli Sciti
• Ino
• Issione
• Lamia
• Licimnio
• Meleagro
• I Misi
• Il Fenice
• Piritoo
• Peleo
• Plistene
• Poliido
• Protesilao
• Radamante
• Scirone
• Sileo
• Temeno o I Temenidi
• Teseo
• Tieste
Il mondo poetico e concettuale di Euripide
Le innovazioni tecniche e stilistiche
Le peculiarità che distinguono le tragedie euripidee da quelle degli altri due drammaturghi sono, da un lato, la ricerca di sperimentazione tecnica attuata da Euripide in quasi tutte le sue opere e, dall'altro, la maggiore attenzione che egli presta alla descrizione dei mwatcsentimenti, di cui analizza l'evoluzione che segue il mutare degli eventi narraticite-ref-15[15].
La struttura della tragedia euripidea è molto più variegata e ricca di novità rispetto al passato, soprattutto per effetto di nuove soluzioni drammatiche, per un maggiore utilizzo del mwat0mwat4deus ex machina, in particolare nelle tragedie più tarde, e per la progressiva svalutazione del ruolo drammatico del coro, che tende ad assumere una funzione di pausa nell'azione. Anche lo stile risente della ricerca euripidea di rompere con la tradizione, mediante l'inserimento di parti dialettiche per allentare la tensione drammatica e l'alternanza delle modalità narrativecite-ref-16[16].
L'eroe euripideo
La novità assoluta del teatro euripideo è comunque rappresentata dal realismo con il quale il drammaturgo tratteggia le dinamiche mwauupsicologiche dei suoi personaggi. L'eroe descritto nelle sue tragedie non è più il risoluto protagonista dei drammi di Eschilo e di Sofocle, ma sovente una persona problematica ed insicura, non priva di conflitti interiori, le cui motivazioni mwauyinconsce vengono portate alla luce ed analizzate.
Proprio lo sgretolamento del tradizionale modello eroico porta alla ribalta del teatro euripideo le figure femminili. Euripide però dava delle connotazioni negative a queste donne, infatti molti studiosi delle sue opere, lo definirono "misogino" (cioè colui che odia le donne), mentre altri pensavano che lui considerasse le donne perfette, e con questi testi voleva riuscire a trovare quel poco di peccatrice che c'è in loro. Le protagoniste dei drammi, come mwaugAndromaca, mwaukFedra e mwauoMedea, sono le nuove figure tragiche di Euripide, il quale ne tratteggia sapientemente la tormentata sensibilità e le pulsioni irrazionali che si scontrano con il mondo della ragione.
Euripide espresse le contraddizioni di una società che stava cambiando: nelle sue tragedie spesso le motivazioni personali entrano in profondo contrasto con le esigenze del potere e con i vecchi valori fondanti della mwauwpolis. Il personaggio di mwau0Medea, ad esempio, arriva a uccidere i propri figli pur di non sottostare al matrimonio di convenienza di mwau4Giasone con mwau8Glauce, figlia di mwavaCreonte re di Corinto. mwaveAristofane, il maestro riconosciuto della commedia, ci offre ne mwavimwavmLe rane la cronaca del tempo riguardo alla disputa fra i tragediografi, e del pubblico che parteggiava per l'uno o per l'altro, presentando Euripide come un rozzo portatore di nuovi costumi.
Il teatro di Euripide va, dunque, considerato come un vero e proprio laboratorio politico, non chiuso in se stesso ma, al contrario, affine ai mutamenti della storia fino all'accettazione ultima del regno di Macedonia.
Esiste un rapporto tra il pensiero euripideo e i filosofi della mwavysofistica, soprattutto per quanto riguarda i temi trattati nei drammi: l'educazione dei cittadini, il rapporto fra νόμος (nómos = legge) e φύσις (phýsis = natura), ma anche per un certo intellettualismo presente nei dialoghi dei personaggi, i quali talora discutono di tematiche generali che non sembrano attinenti alla trama. Il codice etico aristocratico viene sovvertito. La produzione euripidea prevede una prima fase di cosiddetto mwavcnazionalismo cittadino, in cui l'autore fa vedere la fiducia nella politica espansionistica di mwavgPericle, e una seconda fase di mwavknazionalismo etico, in cui emerge invece il confronto fra grecità e mondo barbaro.cite-ref-17[17]
L'indagine dei caratteri
Se il pubblico dei contemporanei aveva faticato ad accettare alcuni aspetti di rottura di Euripide con la tradizione (ad esempio la sua visione della divinità tradizionale), il pubblico già del secolo successivo apprezza molto quell’indagine dei caratteri (caratteristica primaria in Euripide), nel momento in cui il IV sec. anche in filosofia si propone l’indagine di carattere (mwawaTeofrasto scrive mwawemwawiI caratteri). E questo fa sì che Euripide venga sentito come un apripista in questo senso.
Nell’indagine psicologica dei suoi personaggi Euripide dedica grande attenzione alle fasce più escluse: le donne, che risultavano pressoché assenti nella tragedia mwawqeschilea se non consideriamo il personaggio di mwawuClitemnestra nellmwawy'mwawcmwawgAgamennone; avevano una presenza già significativa in mwawkSofocle (le cui eroine spesso danno il nome alla tragedia), ma non ancora al livello che assegnerà loro Euripide. Ci sono anche altre fasce di esclusi prese in considerazione, per esempio stranieri o servi di vario livello, ai quali viene conferita un’attenzione sconosciuta agli autori precedenti. Naturalmente in una considerazione di questo genere per le fasce deboli sono presenti tra le donne, gli stranieri, i servi anche gli sconfitti (che saranno anche donne nella rivisitazione in chiave femminile del mwawomito troiano).
Ritrovamenti del 2022
Un importante frammento di papiro contenente versi in greco antico ha rivelato parte di due opere finora perdute del tragediografo Euripide, "Poliido" e "Ino", precedentemente note solo attraverso citazioni di autori successivi. Questi drammi, caratterizzati da figure femminili di grande profondità psicologica, rafforzano la reputazione di Euripide come attento indagatore dell'universo femminile e promotore del ruolo delle donne.cite-ref-pap-18-0[18]
Il frammento, considerato uno dei più importanti testi euripidei scoperti, è stato identificato grazie al lavoro degli studiosi Yvona Trnka-Amrhein e John Gibert, col supporto dell'archeologo Basem Gehad. Il testo, datato al III secolo d.C., proviene dal sito di Filadelfia, nell'oasi del Fayum, in Egitto. Recuperato all'interno della tomba di un bambino, è stato analizzato utilizzando il mwaxiThesaurus Linguae Graecae, un database digitale di testi greci antichi.cite-ref-pap-18-1[18]
Ino
Nell'opera Ino di Euripide, la protagonista è rappresentata in modo complesso e nobilitante, contrariamente alla versione canonica del mito che la descrive come una matrigna crudele. Ino, zia del dio Dioniso e membro della famiglia reale di Tebe, viene ritratta in frammenti precedenti come spietata e intenzionata a uccidere i figli del marito per vendetta. Tuttavia, un nuovo frammento di papiro cambia la trama: Ino non è più la matrigna malvagia, ma la vittima, mentre un'altra donna compie l'omicidio e si suicida. In questa nuova versione, Ino è presentata come un'eroina positiva, guidata da amore e equilibrio, offrendo un ritratto più profondo del personaggio.cite-ref-pap-18-2[18]
Poliido
Il dramma Poliido di Euripide, rivelato dal nuovo frammento di papiro, si basa su un antico mito cretese. La trama ruota attorno alla richiesta del re Minosse e della regina Pasifae, noti per il mito del Minotauro, all'indovino Poliido affinché resusciti il loro figlio Glauco, annegato in una vasca di miele. Poliido riesce a riportare in vita il ragazzo grazie a un'erba utilizzata da un serpente per rianimare un suo simile. Oltre alla risoluzione del mito con un lieto fine, il frammento introduce una riflessione sulla liceità della resurrezione, tema trattato da Euripide con razionalità filosofica, come in altre sue opere, tra cui l’Alcesti. Questo elemento, centrale in molte culture, viene esplorato con la profondità tipica del tragediografo, influenzato dalla filosofia sofistica.cite-ref-pap-18-3[18]
Note
cite-note-22. ↑ Gellio, XV, 20, mwazySuida Ε 3695 Adler.
cite-note-33. ↑ Plutarco, mwazoNicia, 29.
cite-note-44. ↑ mwaz4Suida Ε 3695 Adler.
cite-note-55. ↑ Leggende e maldicenze su Euripide vennero accolte acriticamente dai biografi ellenistici: cfr. Satiro, mwaaiVita di Euripide, a cura di G. Arrighetti, Pisa 1964, mwaampassim.
cite-note-russo167-66. ↑ mwaakCarlo Ferdinando Russo, mwaaomwaasEuripide e i concorsi tragici lenaici, in mwaawMuseum Helveticum, vol.mwaa0 17, 1960, p.mwaa4 167.
cite-note-71. Quest'ultima è di paternità dibattuta, anche se è ormai accertato che non si tratta di una tragedia di Euripide ma di un prodotto più tardo, probabilmente del secolo IV a.C., confluita nel mwabicorpus Euripideum in virtù dell'omonimia con una tragedia che Euripide effettivamente compose, ma che è andata perduta. Già i filologi antichi dubitavano della sua autenticità. Cfr. Giulio Guidorizzi, mwabmLetteratura greca, da Omero al secolo VI d.C., Milano 2002, p. 193; mwabqcontra Dario Del Corno, mwabuLetteratura greca, Milano 1995, pp. 235s., secondo il quale oggigiorno "si tende ad accettarne l'autenticità" e che "se l'autore del mwabyReso è Euripide, in ogni caso si tratta di un Euripide minore". Una teoria recente (Vayos Liapis, mwabcRhesus revisited: the Case for a Fourth-Century Macedonian Context, mwabgJournal of Hellenic Studies 129 (2008), 71-88) sostiene che il mwabkReso sia stato composto in Macedonia alla fine del IV secolo avanti Cristo da un drammaturgo, o addirittura un attore, che conosceva bene l'opera di Euripide e quindi era in grado di produrre la notevole mole di citazioni e rimandi contenuta nel testo.
cite-note-88. ↑ Sui critteri stabiliti, oltre a quelli esterni, per fissare la cronologia delle opere euripidee, cfr. cfr. B.M. Knox, mwab0Euripides, in mwab4The Cambridge History of Classical Literature I: Greek Literature, edd. by P. Easterling and B. Knox, Cambridge 1985, p. 33.
cite-note-99. ↑ Pseudo-Plutarco, mwaciVite dei Dieci oratori, 7 (mwacmMoralia 841 F).
cite-note-1010. ↑ I "drammi alfabetici" di Euripide erano rimasti quasi del tutto sconosciuti a Bisanzio, anche se merita di essere sottolineato che mwaccMichele Psello, nel XI secolo, aveva probabilmente letto lmwacg'mwackmwacoIfigenia in Tauride. Cfr. mwacsNigel G. Wilson, mwacwScholars of Byzantium, 2nd ed., London 1996, p. 177.
cite-note-1111. ↑ Cfr., per esempio, Stefano Martinelli Tempesta, mwadaSul rapporto tra i codici L e P nel 'Reso', mwadeRendiconti dell'Istituto Lombardo - Classe di Scienze Morali e Storiche 125 (1991), pp. 227-268.
cite-note-1212. ↑ Su questi drammi perduti, cfr T.B.L. Webster, mwaduThe Tragedies of Euripides, London 1967, pp. 316 ss.
cite-note-1313. ↑ Eliano, mwadkVaria Historia, II 8.
cite-note-1414. ↑ Un papiro che contiene circa 300 versi della tragedia è stato fortunosamente rinvenuto dall'archeologo mwad0Flinders Petrie in un cimitero di epoca tolemaica del mwad4Fayyum; decodificato nel 1890 da mwad8Archibald Henry Sayce e mwaeaJohn Pentland Mahaffy fu possibile identificarlo grazie alle citazioni di mwaeePlatone e dello mwaeipseudo-Longino (L. Deuel, mwaemCacciatori di libri sepolti, Bompiani, 1968, pp.108-10)
cite-note-1515. ↑ Per quanto segue, cfr. B.M. Knox, mwaecEuripides, in mwaegThe Cambridge History of Classical Literature I: Greek Literature, edd. by P. Easterling and B. Knox, Cambridge 1985, pp. 316-317.
cite-note-1616. ↑ Sullo spettacolo in Euripide, cfr. il classico O. Schröder, mwaewEuripidis cantica, Lipsia 1928.
cite-note-1717. ↑ Andrea Santelli, mwafaKTHMA EΣ AIEI, La letteratura greca, L'essenziale, pagg. 116-118, Loescher, Torino, 2020.
cite-note-pap-1818. ↑ mwafomwafsmwafwC'è un altro Euripide in un frammento di papiro, su mwaf0quotidiano.net. mwaf4URL consultato il 21 settembre 2024.
Bibliografia
(sono indicati i testi critici più recenti ed accreditati)
mwagiEdizioni
• mwaguEuripidis fabulae, I-III, ed. J. Diggle, Oxonii, e typographeo clarendoniano, 1981-1994.
• mwagcEuripides, I-VI, ed. and trans. by D. Kovacs, Cambridge (Mass.), Harvard University Press, 1994-2002.
• mwagkEuripides, in mwagoTragicorum graecorum fragmenta, V/1-V/2, ed. R. Kannicht, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2004.
• mwagwEschilo, Sofocle e Euripide, Tutte le tragedie, a cura di Angelo Tonelli, Milano, Bompiani, 2011. (con testo greco a fronte e bibliografia).
mwag4Studi
• mwaheVincenzo Di Benedetto, Euripide. Teatro e società, Torino, 1992.
• Bruno Snell, mwahmAristofane e l'estetica, in (Id.), mwahqLa cultura greca e le origini del pensiero europeo, Torino, Einaudi, 2002, pp.mwahu 166–189.
• mwahcGuido Avezzù, Il mito sulla scena. La tragedia ad Atene, Venezia, 2003.
• mwahkFrancesco Carpanelli, Euripide. L'evoluzione del dramma e i nuovi orizzonti istituzionali ad Atene, Torino, 2005.
• Davide Susanetti, mwahsEuripide. Fra tragedia, mito e filosofia, Roma, Carocci Editore, 2007.
• Werner Jaeger, mwah0Euripide e l'età sua, in (Id.), mwah4Paideia. La formazione dell'uomo greco, introduzione di Giovanni Reale, traduzione di Luigi Emery e Alessandro Setti, indici di Alberto Bellanti, Milano, Bompiani (Il pensiero occidentale), 2011, pp.mwah8 565–603.
Voci correlate
Altri progetti
• mwaik Wikisource contiene una raccolta delle mwaiwTragedie di Euripide; testi tradotti da mwai0Ettore Romagnoli
Altri progetti
• Wikisource
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikibooks
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Euripide
• Wikisource contiene una pagina in lingua greca dedicata a Euripide
• Wikiquote contiene citazioni di o su Euripide
• Wikibooks contiene testi o manuali su Euripide
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Euripide
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itEurìpide, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaManara Valgimigli, EURIPIDE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefbritannica-com(EN) H.D.F. Kitto e Oliver Taplin, Euripides, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclop-dia-ita-cultural(PT) Euripide, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
• citerefbewebEuripide, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefc-sar(FR) Euripide, su CÉSAR - Calendrier Électronique des Spectacles sous l'Ancien régime et sous la Révolution, Huma-Num.
• citerefmlolOpere di Euripide / Euripide (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Euripide, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Euripide, su LibriVox.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Euripide, su Open Library, Internet Archive.
• citerefisfdb(EN) Bibliografia di Euripide, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
• citerefgoodreads(EN) Euripides (autore), su Goodreads.
• citerefgoodreads(EN) Euripide (personaggio), su Goodreads.
• citerefcatalogo-vegettiBibliografia italiana di Euripide, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
• (EN) Spartiti o libretti di Euripide, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Euripide, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Euripide, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Euripide, su Genius.com.
• (EN) Euripide, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Euripide, su AllMovie, All Media Network.
• (EN) Euripide, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
• (DE, EN) Euripide, su filmportal.de.
• mwajm(GRC) Euripide, Bacchae, Lipsiae, apud Gerhardus Fleischerum, 1823.
• mwaju(GRC) Euripide, [Opere]. 1, Oxonii, E Typographeo Academico, 1832.
• mwajc(GRC) Euripide, [Opere]. 2, Oxonii, E Typographeo Academico, 1833.
• mwajk(DE) Euripide, [Opere. Teatro]. 6, Stoccarda, J. G. Cotta'schen Buchhandlung, 1867.
• mwajs(GRC) Euripide, Phoenissae, Lugduni Batavorum, apud Samuelem et Joannem Luchtmans, Academiae typographos, 1802.